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Si
è tenuta nelle prime due settimane di maggio, in
Sardegna e presso la base di Decimomannu,
l’esercitazione STAREX 2010, la più importante
dell’anno tra quelle organizzate
dall’Aeronautica Militare.
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“La STAREX è nata e si è sviluppata grazie anche
alle esperienze raccolte alle esercitazioni Red
Flag e Green Flag” ci informa il Col. Pil.
Francesco Frare, del Comando Forze da
Combattimento (CFC) di Milano, nonché project
officer dell’esercitazione.
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In
passato, la principale esercitazione dell’AM era
la Spring Flag, organizzata dal Comando
Operativo delle Forze Aeree (COFA), ma questa
era un’esercitazione dedicata anche alle
componenti logistica e di comando e controllo,
in un ambiente operativo più tradizione,
riguardante le operazioni di una coalizione
rischierata su un teatro lontano, e comprendeva
anche la presenza di reparti aerei di paesi
alleati e amici. L’esperienza delle Spring Flag
si è conclusa nel 2008, ed è stata sostituita
dalle STAREX, attività più economiche da
organizzare e dedicate all’addestramento delle
componenti da combattimento (velivoli più forze
per operazioni speciali) in scenari sia di tipo
tradizione, sia di tipo non convenzionale e
asimmetrico.

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Cuore dell’esercitazione è il cosiddetto sistema
ACMI (Air Combat Maneouver Instrumentation), un
sistema informatizzato che può gestire e
controllare in tempo reale tutti i velivoli
partecipanti all’esercitazione. Al di là del
nome, il sistema non ha però nulla a che vedere
con il vecchio ACMI che era operativo a
Decimomannu negli anni ottanta e novanta.
L’attuale ACMI è basato sull’integrazione dei
moderni pod FRP (Flight Profile Recorder) BGT
Advanced ACMI con un sistema informatizzato di
grande capacità. L’ACMI non solo consente un
perfetto controllo tattico di tutti i velivoli
in azione, ma espleta anche funzioni di
Sicurezza Volo, e permette a tutti i
partecipanti di effettuare dettagliati de
briefing al termine di ogni missione, che sono
la vera ragion d’essere del sistema.

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L’area di operazioni della STAREX è molto ampia,
si avvale non solo dei poligoni terrestri che si
trovano in Sardegna, ma anche di alcuni spazi
aerei sul Mediterraneo che sono situati a est,
sud e ovest dell’isola. “Gli spazi aerei sono
molto grandi, persino più ampi di quelli che si
trovano nel poligono di Nellis, negli Stati
Uniti” afferma il Col. Frare. Il tempo in cui i
velivoli si trovano sulla terraferma è poco, e
riduce ai minimi termini l’impatto che i
velivoli a reazione possono avere sulle attività
della comunità civile dell’isola. Per spazi e
strumentazioni, alla STAREX potrebbero
partecipare sino a 150 aerei, “Ma non vogliamo
avere troppi partecipanti, vogliamo invece
focalizzarci sulla qualità dell’addestramento”
conferma Frare. Ciò è maggiormente evidente
nelle attività di de briefing, che durano
solitamente sulle tre-quattro ore per ogni
missione.

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Lo
scenario 2010 comprendeva un partito Blu (che si
supponeva fosse basato in Tunisia) destinato a
doveva contrastare un nemico proveniente da
nord, che cercava di occupare e controllare la
Sardegna, con operazioni di guerra convenzionale
e non convenzionale. Durante l’esercitazione si
sono tenute due missioni principali in ogni
giornata, una la mattina e una nel primo
pomeriggio, a cui hanno partecipano ogni volta
non meno di 30 velivoli.
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In
totale, la STAREX 2010 ha visto la
partecipazione di 750 militari e 46 aerei ed
elicotteri, che hanno prodotto circa 1.000 ore
di volo. Nel corso dell’esercitazione, i reparti
hanno provveduto a ruotare gli equipaggi con le
basi madre in modo da massimizzare gli effetti
dell’attività addestrativa. I
partecipanti sono stati impegnati a pianificare
ed eseguire missioni Combined Air Operations (COMAO),
per condurre Close Air Support (CAS), Air
Interdiction, Suppression/Destruction of Enemy
Air Defence (SEAD/DEAD), Air Superiority,
Interception, Combat Search and Rescue (C-SAR),
In-Flight Refuelling (IFR), Intelligence
Surveillance Target Acquisition and
Reconnaissance (ISTAR) e Time Sensitive
Targeting (TST). Le forze Blu erano
costituite principalmente da EF.2000 del 4° e
36° Stormo; Tornado IDS ed ECR del 6°, e 50°
Stormo, più i tedeschi dello JBG.32; da AMX del
32° e 51° Stormo. La componente ad ala rotante
era formata da elicotteri HH-3F e AB.212ICO, per
lo più per operazioni C-SAR e in supporto alle
forze speciali. La componente Red Air era invece
costituita dagli F-16A/ADF del 5° e 37° Stormo,
e dagli MB.339CD del 61° Stormo. Come spesso
avviene nelle operazioni reali, le regole di
ingaggio (Rules of Engagement, ROE) erano rigide
e complicate, difficili da porre in essere, e
includevano ad esempio anche l’identificazione
visiva dei velivoli intercettati.
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A
terra vi erano sistemi di difesa missilistica
(Surface to Air Missile, SAM) quali gli Spada e
gli Hawk, più un Tactical Air Control Party
(TACP), formato da team di Forward Air
Controller (FAC) dell’AM e del 185° rgt.
Paracadutisti.

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La
STAREX 2010 doveva includere anche la presenza
di un velivolo NATO E-3A AWACS, che tuttavia è
rimasto a terra sulla base madre di
Geilenkirchen, anche lui vittima della nube di
cenere del vulcano islandese che ha colpito i
cieli del nordeuropa. Il problema è stato
superato impiegando il sistema ACMI anche per il
comando e controllo delle forze Blue e Red.
Mentre i caccia hanno impiegato il consueto pod
BGT, i trasporti e gli elicotteri sono stati
equipaggiati di sistemi Skytrack, i cui dati
venivano scaricati a fine missione, e impiegati
comunque per i de briefing.
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Una missione interessante è stata organizzata
durante la prima settimana, sull’aeroporto di
Tortolì, che si è supposto essere occupato dalle
forze Red con truppe, radar e sistemi SAM. Per
liberare il campo di volo è stata così allestita
una COMAO che ha visto impegnati un po’ tutti
gli assetti, e in particolare i Tornado ECR e
IDS, nonché gli AMX, che hanno soppresso le
difese a terra; a questo ha fatto seguito un
aviolancio da C-27J di Incursori del 17° Stormo,
che sono poi stati supportati da altre forze
giunte sull’aeroporto con HH-3F e AB.212ICO.

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Un
altro particolare tipo di missione è stato il
TST, che sta diventando sempre più importante e
diffuso nei teatri operativi, come in Iraq in
passato, e in Afghanistan oggi. I team TACP
hanno il compito di monitorare dei Time
Sensitive Target, che possono richiedere un
intervento in tempo reale, costituendo bersagli
di opportunità, quali camion carichi di
esplosivi che escono da zone abitate, oppure
riunioni segrete di capi della guerriglia, e
così via. I FAC sul terreno dispongono di
terminali Rover in grado di ricevere immagini da
moderni sistemi, quali i pod RecceLite, portati
nell’occasione dai velivoli AMX. Questa edizione
della STAREX doveva vedere in azione anche i
nuovissimi UAV MQ-9 Predator B, ma a causa di
ritardi nella consegna, i velivoli non hanno
potuto prendere parte all’esercitazione, anche
se piloti del 28° Gruppo erano comunque
presenti.
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Così come è avvenuto nell’edizione 2009, i
commenti dei protagonisti, gli equipaggi di
volo, sono stati particolarmente positivi, e la
STAREX è stata definita da molti come la miglior
esercitazione a cui abbiano partecipato, a
confronto anche di quelle internazionali. Il
realismo è stato notevole, e la possibilità
delle forze Red di rigenerarsi dopo
l’abbattimento ha costretto ad esempio i piloti
degli EF.2000 a una bella sfida.

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Al
di fuori dello scenario principale sono poi
stati allestiti anche altri eventi, quali ad
esempio rifornimenti in volo da KC-130J anche
per i Tornado tedeschi e per gli MB.339CD;
missioni di Slow Mover Interception (SMI) per
gli MB.339CD, tiri in bianco degli EF.2000 con
il cannone di bordo contro una manica tirata da
un MB.339A. Prima dell’esercitazione, gli AMX
hanno anche condotto degli sganci reali con
bombe JDAM e GBU-16 sul poligono di Capo
Teulada.
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Le
basi e i punti di forza della STAREX sono
l’elevata qualità delle attività di
pianificazione, di volo e di de briefing offerte
ai partecipanti, e anche la sua flessibilità,
dato che gli scenari sono programmati dal CFC
prima di ogni edizione considerando anche i
feedback e le sollecitazioni che provengono dai
teatri operativi. In futuro è probabile che
anche assetti di altri paesi prendano parte alla
STAREX, come nel 2009 è stato per gli israeliani
e nel 2010 per i tedeschi, anche se l’obiettivo
dell’AM è più rivolto alla qualità che non alla
quantità, e troppi partecipanti potrebbero
appesantire eccessivamente la macchina
organizzativa e operativa. L’edizione 2011 della
STAREX comprenderà probabilmente alcune novità,
quali ad esempio la presenza dei Predator B e la
conduzione di missioni notturne.

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STAREX 2010 – lista dei velivoli partecipanti
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4°
Stormo EF.2000 6 Blue Forces
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5°
Stormo F-16A/ADF 5 Red Forces
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6°
Stormo Tornado IDS 4 Blue Forces
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9°
Stormo AB.212ICO 3 Blue Forces
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15° Stormo HH-3F 2 Blue Forces
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32° Stormo AMX 2 Blue Forces
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36° Stormo EF.2000 2 Blue Forces
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37° Stormo F-16A/ADF 3 Red Forces
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46a Brigata A. KC-130J 1 Blue Forces
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46a Brigata A. C-27J 1 Blue Forces
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50° Stormo Tornado ECR 6 Blue Forces
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51° Stormo AMX 3 Blue Forces
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61° Stormo MB.339CD 3 Red Forces
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JBG.32 Tornado ECR/IDS 4 Blue Forces
















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