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  • Starex 2010

  • di Riccardo Niccoli

    Si è tenuta nelle prime due settimane di maggio, in Sardegna e presso la base di Decimomannu, l’esercitazione STAREX 2010, la più importante dell’anno tra quelle organizzate dall’Aeronautica Militare.
    “La STAREX è nata e si è sviluppata grazie anche alle esperienze raccolte alle esercitazioni Red Flag e Green Flag” ci informa il Col. Pil. Francesco Frare, del Comando Forze da Combattimento (CFC) di Milano, nonché project officer dell’esercitazione.
    In passato, la principale esercitazione dell’AM era la Spring Flag, organizzata dal Comando Operativo delle Forze Aeree (COFA), ma questa era un’esercitazione dedicata anche alle componenti logistica e di comando e controllo, in un ambiente operativo più tradizione, riguardante le operazioni di una coalizione rischierata su un teatro lontano, e comprendeva anche la presenza di reparti aerei di paesi alleati e amici. L’esperienza delle Spring Flag si è conclusa nel 2008, ed è stata sostituita dalle STAREX, attività più economiche da organizzare e dedicate all’addestramento delle componenti da combattimento (velivoli più forze per operazioni speciali) in scenari sia di tipo tradizione, sia di tipo non convenzionale e asimmetrico.

    Cuore dell’esercitazione è il cosiddetto sistema ACMI (Air Combat Maneouver Instrumentation), un sistema informatizzato che può gestire e controllare in tempo reale tutti i velivoli partecipanti all’esercitazione. Al di là del nome, il sistema non ha però nulla a che vedere con il vecchio ACMI che era operativo a Decimomannu negli anni ottanta e novanta. L’attuale ACMI è basato sull’integrazione dei moderni pod FRP (Flight Profile Recorder) BGT Advanced ACMI con un sistema informatizzato di grande capacità. L’ACMI non solo consente un perfetto controllo tattico di tutti i velivoli in azione, ma espleta anche funzioni di Sicurezza Volo, e permette a tutti i partecipanti di effettuare dettagliati de briefing al termine di ogni missione, che sono la vera ragion d’essere del sistema.

    L’area di operazioni della STAREX è molto ampia, si avvale non solo dei poligoni terrestri che si trovano in Sardegna, ma anche di alcuni spazi aerei sul Mediterraneo che sono situati a est, sud e ovest dell’isola. “Gli spazi aerei sono molto grandi, persino più ampi di quelli che si trovano nel poligono di Nellis, negli Stati Uniti” afferma il Col. Frare. Il tempo in cui i velivoli si trovano sulla terraferma è poco, e riduce ai minimi termini l’impatto che i velivoli a reazione possono avere sulle attività della comunità civile dell’isola. Per spazi e strumentazioni, alla STAREX potrebbero partecipare sino a 150 aerei, “Ma non vogliamo avere troppi partecipanti, vogliamo invece focalizzarci sulla qualità dell’addestramento” conferma Frare. Ciò è maggiormente evidente nelle attività di de briefing, che durano solitamente sulle tre-quattro ore per ogni missione.

    Lo scenario 2010 comprendeva un partito Blu (che si supponeva fosse basato in Tunisia) destinato a doveva contrastare un nemico proveniente da nord, che cercava di occupare e controllare la Sardegna, con operazioni di guerra convenzionale e non convenzionale. Durante l’esercitazione si sono tenute due missioni principali in ogni giornata, una la mattina e una nel primo pomeriggio, a cui hanno partecipano ogni volta non meno di 30 velivoli.
    In totale, la STAREX 2010 ha visto la partecipazione di 750 militari e 46 aerei ed elicotteri, che hanno prodotto circa 1.000 ore di volo. Nel corso dell’esercitazione, i reparti hanno provveduto a ruotare gli equipaggi con le basi madre in modo da massimizzare gli effetti dell’attività addestrativa. I partecipanti sono stati impegnati a pianificare ed eseguire missioni Combined Air Operations (COMAO), per condurre Close Air Support (CAS), Air Interdiction, Suppression/Destruction of Enemy Air Defence (SEAD/DEAD), Air Superiority, Interception, Combat Search and Rescue (C-SAR), In-Flight Refuelling (IFR), Intelligence Surveillance Target Acquisition and Reconnaissance (ISTAR) e Time Sensitive Targeting (TST). Le forze Blu erano costituite principalmente da EF.2000 del 4° e 36° Stormo; Tornado IDS ed ECR del 6°, e 50° Stormo, più i tedeschi dello JBG.32; da AMX del 32° e 51° Stormo. La componente ad ala rotante era formata da elicotteri HH-3F e AB.212ICO, per lo più per operazioni C-SAR e in supporto alle forze speciali. La componente Red Air era invece costituita dagli F-16A/ADF del 5° e 37° Stormo, e dagli MB.339CD del 61° Stormo. Come spesso avviene nelle operazioni reali, le regole di ingaggio (Rules of Engagement, ROE) erano rigide e complicate, difficili da porre in essere, e includevano ad esempio anche l’identificazione visiva dei velivoli intercettati.
    A terra vi erano sistemi di difesa missilistica (Surface to Air Missile, SAM) quali gli Spada e gli Hawk, più un Tactical Air Control Party (TACP), formato da team di Forward Air Controller (FAC) dell’AM e del 185° rgt. Paracadutisti.

    La STAREX 2010 doveva includere anche la presenza di un velivolo NATO E-3A AWACS, che tuttavia è rimasto a terra sulla base madre di Geilenkirchen, anche lui vittima della nube di cenere del vulcano islandese che ha colpito i cieli del nordeuropa. Il problema è stato superato impiegando il sistema ACMI anche per il comando e controllo delle forze Blue e Red. Mentre i caccia hanno impiegato il consueto pod BGT, i trasporti e gli elicotteri sono stati equipaggiati di sistemi Skytrack, i cui dati venivano scaricati a fine missione, e impiegati comunque per i de briefing.
    Una missione interessante è stata organizzata durante la prima settimana, sull’aeroporto di Tortolì, che si è supposto essere occupato dalle forze Red con truppe, radar e sistemi SAM. Per liberare il campo di volo è stata così allestita una COMAO che ha visto impegnati un po’ tutti gli assetti, e in particolare i Tornado ECR e IDS, nonché gli AMX, che hanno soppresso le difese a terra; a questo ha fatto seguito un aviolancio da C-27J di Incursori del 17° Stormo, che sono poi stati supportati da altre forze giunte sull’aeroporto con HH-3F e AB.212ICO.

    Un altro particolare tipo di missione è stato il TST, che sta diventando sempre più importante e diffuso nei teatri operativi, come in Iraq in passato, e in Afghanistan oggi. I team TACP hanno il compito di monitorare dei Time Sensitive Target, che possono richiedere un intervento in tempo reale, costituendo bersagli di opportunità, quali camion carichi di esplosivi che escono da zone abitate, oppure riunioni segrete di capi della guerriglia, e così via. I FAC sul terreno dispongono di terminali Rover in grado di ricevere immagini da moderni sistemi, quali i pod RecceLite, portati nell’occasione dai velivoli AMX. Questa edizione della STAREX doveva vedere in azione anche i nuovissimi UAV MQ-9 Predator B, ma a causa di ritardi nella consegna, i velivoli non hanno potuto prendere parte all’esercitazione, anche se piloti del 28° Gruppo erano comunque presenti.
    Così come è avvenuto nell’edizione 2009, i commenti dei protagonisti, gli equipaggi di volo, sono stati particolarmente positivi, e la STAREX è stata definita da molti come la miglior esercitazione a cui abbiano partecipato, a confronto anche di quelle internazionali. Il realismo è stato notevole, e la possibilità delle forze Red di rigenerarsi dopo l’abbattimento ha costretto ad esempio i piloti degli EF.2000 a una bella sfida.

    Al di fuori dello scenario principale sono poi stati allestiti anche altri eventi, quali ad esempio rifornimenti in volo da KC-130J anche per i Tornado tedeschi e per gli MB.339CD; missioni di Slow Mover Interception (SMI) per gli MB.339CD, tiri in bianco degli EF.2000 con il cannone di bordo contro una manica tirata da un MB.339A. Prima dell’esercitazione, gli AMX hanno anche condotto degli sganci reali con bombe JDAM e GBU-16 sul poligono di Capo Teulada.
    Le basi e i punti di forza della STAREX sono l’elevata qualità delle attività di pianificazione, di volo e di de briefing offerte ai partecipanti, e anche la sua flessibilità, dato che gli scenari sono programmati dal CFC prima di ogni edizione considerando anche i feedback e le sollecitazioni che provengono dai teatri operativi. In futuro è probabile che anche assetti di altri paesi prendano parte alla STAREX, come nel 2009 è stato per gli israeliani e nel 2010 per i tedeschi, anche se l’obiettivo dell’AM è più rivolto alla qualità che non alla quantità, e troppi partecipanti potrebbero appesantire eccessivamente la macchina organizzativa e operativa. L’edizione 2011 della STAREX comprenderà probabilmente alcune novità, quali ad esempio la presenza dei Predator B e la conduzione di missioni notturne.


     
    STAREX 2010 – lista dei velivoli partecipanti

     
    4° Stormo EF.2000 6 Blue Forces
    5° Stormo F-16A/ADF 5 Red Forces
    6° Stormo Tornado IDS 4 Blue Forces
    9° Stormo AB.212ICO 3 Blue Forces
    15° Stormo HH-3F 2 Blue Forces
    32° Stormo AMX 2 Blue Forces
    36° Stormo EF.2000 2 Blue Forces
    37° Stormo F-16A/ADF 3 Red Forces
    46a Brigata A. KC-130J 1 Blue Forces
    46a Brigata A. C-27J 1 Blue Forces
    50° Stormo Tornado ECR 6 Blue Forces
    51° Stormo AMX 3 Blue Forces
    61° Stormo MB.339CD 3 Red Forces
    JBG.32 Tornado ECR/IDS 4 Blue Forces

     

     

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