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Il 36° Stormo è da molto tempo un’unità emblematica
dell’Aeronautica Militare. Considerato uno degli Stormi di
punta della Forza Armata, il reparto di Gioia del Colle è
stato anche l’ultimo rappresentante di quella categoria di
“stormi binari” con doppia capacità aria-aria e aria-suolo
(grazie alla presenza di un gruppo intercettori e di uno
cacciabombardieri) che era nata alla fine degli anni
sessanta.
Oggi, mutate le condizioni strategiche ed economiche, la
presenza di Gruppi volo con aerei diversi nell’ambito dello
stesso Stormo è un lusso anacronistico che l’Aeronautica non
può più permettersi. A seguito delle pianificazioni relative
all’introduzione in servizio del nuovo caccia Eurofighter,
il 36° stormo è ormai proiettato a divenire uno dei due
principali reparti della Difesa aerea italiana. Allo stesso
tempo, il suo Gruppo cacciabombardieri, il 156°, non trovava
più posto nel nuovo assetto tecnico, logistico e operativo,
ed è stato quindi trasferito all’interno del 6° Stormo di
Ghedi, che diviene così l’unico reparto dotato di Tornado
IDS. Alla luce di queste improcrastinabili e impegnative
trasformazioni, abbiamo deciso di dedicare un
approfondimento a questo reparto, comandato al momento della
nostra visita dal Col. Antonio Conserva, per osservare da
vicino l’evolversi della situazione.

Assegnato al 36° Stormo sin dalla sua costituzione, il XII
Gruppo è la terza unità prescelta per volare con il nuovo
caccia Eurofighter. Nel corso del 2007 il personale ha
condotto le necessarie attività addestrative di conversione
e ha dismesso buona parte dei velivoli assegnati, gli Alenia
Aermacchi MB.339CD, con cui aveva potuto gestire la fase di
transizione tra il ritiro anticipato del Tornado F.3 e
l’arrivo dei primi EF.2000. Il 1° ottobre 2007 sono
finalmente giunti a Gioia del Colle i primi quattro caccia
assegnati, macchine “usate”, in precedenza impiegate dal 4°
Stormo, ma pur sempre nuove e perfettamente adeguate alla
missione assegnata. Com’è noto, è ancora il 4° Stormo il
reparto di riferimento per l’introduzione in servizio del
nuovo caccia, ed è a quest’unità che sono state consegnate
nel 2007 le macchine più recenti, modello Block 5, mentre il
XII Gruppo ha dovuto “accontentarsi” di esemplari Block 2.
Con i primi quattro Typhoon (affiancati sino a maggio da un
paio di MB.339CD per consentire ai piloti del Gruppo
non ancora qualificati sull’EF.2000 di effettuare attività
di volo) il XII ha potuto iniziare a lavorare “in proprio”
nel proseguimento delle attività addestrative e nello
sviluppo di tattiche d’impiego sempre più capaci di
sfruttare l’enorme potenziale del velivolo.
Per conoscere da vicino la realtà del Gruppo ci soffermiamo
a parlare con il Comandante, “Strale 1”, il T.Col. Vito
Cracas, oltre 3.000 ore di volo, già pilota di F-104 e
Tornado F.3, in exchange con la RAF dal 2001 al 2004, e
senz’altro uno dei più esperti e preparati cacciatori
dell’Aeronautica.

Nonostante lo scarso numero di Typhoon a disposizione, il
XII ha iniziato da subito a operare da Gioia del Colle con
la determinazione di arrivare prima possibile a raggiungere
un buon livello addestrativo, sfruttando al massimo le ore
di volo messe a disposizione dal Gruppo Efficienza
aeromobili (GEA) di Stormo. E’ da notare come la prima
uscita all’estero di quattro Eurofighter sia stata
effettuata proprio dal XII Gruppo, che con tutta la sua
“flotta” si è rischierato a RAF Coningsby il 4 dicembre 2007
per un’attività congiunta. Ovviamente, le possibilità
addestrative del Gruppo, i cui piloti sono quasi tutti
qualificati Pronti al Combattimento, sono direttamente
collegate al numero di velivoli disponibili, e soprattutto
alla possibilità di concordare missioni di combattimento
aria-aria con altri enti. I clienti più “gettonati” sono i
due Gruppi su F-16 del 37° Stormo e, per ovvi motivi, il
156° Gruppo (sino a giugno), ma tra i reparti che spesso si
addestrano a volare contro gli “Strali” vi sono anche il 32°
Stormo (AMX) e il Grupaer della Marina (Harrier). Molte
missioni sono volate anche “contro” gli F-2000 del 4° Stormo
(sovente a supporto del 20° Gruppo OCU) e, a seconda dei
periodi, contro i Mirage 2000 francesi che si rischierano a
Solenzara, in Corsica. A causa di problemi geografici e
della mancanza di aree addestrative opportunamente
posizionate, scarsi sono invece i contatti con gli F-16 del
23° Gruppo di Cervia. Da questo elenco appare evidente come
con l’Eurofighter non vi siano grossi problemi di autonomia.
Con la configurazione di base (un serbatoio ausiliario
ventrale da 1.000 litri) una missione di combattimento aereo
dura in genere un’ora e mezza, mentre un volo di navigazione
può facilmente arrivare a toccare le due ore. Con due
serbatoi subalari è possibile ottenere qualche minimo
vantaggio rispetto a un solo serbatoio (il maggior
carburante a bordo viene penalizzato dalla maggiore
resistenza aerodinamica), mentre la configurazione con tre
serbatoi è da prendere in considerazione solo per lunghi
trasferimenti. Per dare un’idea concreta dell’autonomia del
Typhoon, ricordiamo che il trasferimento dei due F-2000 del
XII Gruppo verso Moron, in Spagna, per la partecipazione al
Typhoon Meet, (circa 1.600 Km in linea d’aria) è avvenuto
impiegando velivoli con il solo serbatoio ventrale.

Già che abbiamo accennato al Typhoon Meet, ricordiamo come
questa, assieme alla Spring Flag 2008 a Decimomannu, è stata
la più importante esercitazione a cui hanno partecipato gli
EF.2000 di Gioia del Colle. Su queste manovre sono già stati
pubblicati articoli su JP-4 di maggio e giugno. Qui
ricordiamo solo che, come ci dice il T.Col. Cracas, “con la
Spring Flag è stato raggiunto l’apice delle attuali attività
con il Typhoon”. A Decimomannu gli Eurofighter italiani
hanno volato in pacchetto con F-16 greci e turchi e con gli
F/A-18 spagnoli, contro gli F-16 italiani rischierati a
Trapani. Però durante l’esercitazione sono state anche
volate missioni DACT (Dissimilar Air Combat Training) contro
greci e turchi, con grande soddisfazione reciproca, e con
grande interesse da parte dei piloti stranieri, che hanno
incontrato un caccia assolutamente superiore al loro, ma
anche piloti molto ben addestrati. D’altronde, i velivoli
Block 2 sono già a un ottimo livello di sistemi per quanto
concerne le missioni aria-aria: il radar è efficiente e
garantisce prestazioni paragonabili a quelle dei migliori
F-15 americani, e questa - considerando che è appena agli
inizi del suo sviluppo - è una notizia davvero interessante.
Il MIDS (Multiple Information Distribution System) Link 16 è
anch’esso efficiente e paragonabile attualmente a quello che
si trovava sui migliori Tornado F.3; ovviamente anche questo
sistema è in costante sviluppo e non potrà che migliorare,
così come l’IFF (Identification Friend Foe) e il DASS
(Defensive Aids SubSystem), che grazie alla produzione di
nuove librerie dedicate da parte del ReSTOGE, comincia a
funzionare, e bene. In più, la rete radar guida caccia
nazionale (GCI) sta iniziando ad acquisire la capacità Link
16, permettendo agli F-2000 di addestrarsi con il MIDS non
solo grazie alla presenza di velivoli AWACS (o di altri
F-2000), ma anche con i radar di terra. “L’ambiente naturale
del Typhoon è l’arena BVR (Beyond Visual Range)” ci dice
Cracas, e già ora, con l’attuale standard del radar e i
missili AIM-120, l’Eurofighter è in grado di intercettare
velivoli ostili a distanze assolutamente notevoli.
Ovviamente non sempre le regole d’ingaggio (ROE) permettono
di colpire un velivolo prima dell’identificazione visiva, ma
anche in una situazione ravvicinata, dove l’EF.2000 deve
rinunciare al suo vantaggio iniziale, il Typhoon ha le
spalle larghe, grazie alla formula aerodinamica vincente,
all’elevata manovrabilità, agli eccezionali valori di SEP
(Specific Excess Power) che può generare, e a missili come
gli IRIS-T.
Come sempre, per la riuscita di una missione è comunque
determinante il livello di addestramento dei piloti che la
volano. A questo scopo, il T.Col. Cracas ha introdotto un
“Indice di Qualità” per la classificazione delle missioni.
In questa scala, il valore uno è attribuito alle missioni
aria-aria condotte 2 v 2, e rappresenta il requisito di
riferimento. Il valore massimo (2,5) è attribuito ad
attività molto complesse, come una COMAO notturna con
rifornimento in volo, mentre un semplice 0,5 è assegnato a
una navigazione. Grazie ai tanti sforzi organizzativi, dal
1° ottobre 2007 i piloti del XII Gruppo hanno tutti un
Indice di Qualità in media superiore a uno.

Nel marzo 2008 il Gruppo ha ricevuto altri due velivoli (uno
da Grosseto e uno dal 1°RMV di Cameri), ma ha dovuto
consegnare una delle quattro macchine originali al 1° RMV
per una scadenza ispettiva. Il rapporto piloti/velivoli
assegnati al Gruppo è oggi molto buono, considerando che le
macchine in uso sono solo cinque. Dopo l’estate 2008 la
situazione dovrebbe migliorare, perché è previsto l’arrivo
di nuovi velivoli; se questi saranno le prime macchine del
nuovo Block 8, o altri velivoli usati del 4° Stormo non è
ancora dato di sapere. Nel 2009 è comunque previsto che
finalmente il XII potrà andare a regime, sia per la consegna
di ulteriori velivoli, sia per l’arrivo di altri 3-4 piloti.
Un pilota neo assegnato che arriva dal 20° Gruppo è
qualificato Pronto al Combattimento Limitato (PCL), e deve
effettuare un periodo di ulteriore addestramento presso il
Gruppo di destinazione, sotto l’occhio di un pilota
qualificato ITO (Istruttore Tattiche Operative) per giungere
alla PC. Si tratta in genere di una ventina di missioni per
i piloti giovani, e di appena sette-otto per coloro che
provengono dalla linea F-16; sono missioni che provvedono a
fornire un “ripasso” delle attività base di un pilota
intercettore contestualizzate alla base e al Gruppo di
assegnazione, in modo da prendere confidenza con le
procedure, le aree e le zone d’operazioni, nonché conoscere
e farsi conoscere dagli altri piloti del Gruppo. Dal 1°
gennaio 2009 è anche previsto che il XII inizi a svolgere il
servizio di allarme per la Sorveglianza degli spazi aerei
nazionali (SSSA) dalla base di Gioia. Attualmente questo
servizio viene fornito presso il 4° Stormo, in modo da
alleggerire il carico di lavoro del reparto di Grosseto. In
media si tratta di una settimana ogni due mesi, una pratica
che è iniziata già nell’agosto 2007 e che proseguirà per
tutto il 2008.
Anche i destini del 156° Gruppo, attualmente comandato dal
Magg. Federico Fedele e residente a Gioia del Colle sin
dalla costituzione del 36° Stormo, hanno subito un’evidente
accelerazione durante i mesi scorsi. Nel 2007, infatti, è
stato deciso dallo Stato Maggiore Aeronautica il suo
trasferimento a Ghedi, allo scopo di ottimizzare la linea
Tornado (destinata a una contrazione) e le sue attività
manutentive. Tuttavia, dal 1° gennaio al 30 giugno 2008 il
Gruppo è stato assegnato alla NATO Reaction Force (NRF) e ha
subito anche una NATO CAPEVAL (Capability Evaluation), una
valutazione gravosa e determinante non solo per il Gruppo e
per lo Stormo, ma per l’Aeronautica stessa. Buona parte del
2007 è quindi trascorsa nella messa a punto di tutte le
capacità del Gruppo e dello Stormo sia dal punto di vista
operativo, sia da quello di rischiaramento delle forze, allo
scopo di rispondere al meglio agli impegni richiesti.
Nell’ambito di questa fase, gli equipaggi di volo hanno
raggiunto medie volative pari e a volte superiori alle
fatidiche 180 ore all’anno richieste dalla NATO. Da non
dimenticare che all’inizio di novembre 2007 il 36° Stormo è
stato anche sottoposto a una VCO (Valutazione Capacità
Operative) nazionale, condotta dal COFA.
La CAPEVAL
si è poi svolta dal 5 al 15 maggio 2008, avendo lo scopo di
esaminare e valutare la capacità dello Stormo (e attraverso
di esso anche di tutta l’Aeronautica) di rischierarsi su una
base lontana e di condurre da là operazioni aeree sostenute.
Nello specifico, la valutazione presupponeva la partenza del
Gruppo con sei velivoli da una base madre nelle isole
Canarie, con rischieramento a Gioia del Colle, da dove
operare in appoggio a un’operazione della NFR. La
valutazione era quindi divisa in due fasi: una prima (PD&I,
Preparation Deployment & Implementation), in cui il Gruppo
predisponeva tutti i materiali per il trasporto per via
aerea, e prendeva possesso di una palazzina all’interno
della base, che veniva trasformata in BOC (Base Operations
Centre) provvisorio, e una seconda fase (Employment)
costituita da tutta una serie di attività aeree, sfociate in
una campagna aerea di 58 ore continuate, anche in ambiente
NBC. Nel corso delle 58 ore sono state taskate 40 sortite,
di cui 38 portate a termine, una cancellata per le avverse
condizioni meteo e solo una annullata per motivi tecnici. Il
team valutativo della NATO proveniva in buona parte dal
comando AIRSOUTH di Smirne, era composto da ben 150 persone
tra ufficiali e sottufficiali (un valutatore ogni due
militari da valutare!) ed era guidato da un colonnello
dell’USAF. Immediatamente dopo la conclusione della
valutazione vi è stato il debriefing finale dove vengono
assegnati i giudizi per ciascuna delle categorie impegnate
nell’attività. Il risultato è stato certamente all’altezza
delle aspettative, e per la fase di PD&I la valutazione è
stata addirittura di “Eccellente”. Grazie all’impegno dello
Stormo, per i prossimi cinque anni l’Aeronautica non dovrà
subire ulteriori CAPEVAL.
Superato questo duro impegno, il 156° Gruppo ha dovuto
concentrare le proprie forze nell’affrontare il successivo
compito, quello di trasferirsi sulla nuova base, a quasi
1.000 Km di distanza, e di iniziare un nuovo ciclo sotto le
insegne del 6° Stormo. In realtà la situazione non è così
definita come potrebbe sembrare. Innanzi tutto il
trasferimento del Gruppo significa in buona sostanza il
trasferimento degli equipaggi di volo e dei velivoli, perché
come consuetudine la gran parte degli specialisti e dei
sottufficiali in genere è ormai inamovibile dalle basi
elette a“ residenza”, e questo è tanto più vero quando si
parla di reparti stanziati nel sud Italia. Oltre a ciò, non
è ben chiaro nemmeno il futuro del 156° Gruppo, perché se
non è un mistero che in tempi brevi i Gruppi Tornado IDS
devono passare da tre a due, non è stato ancora definito chi
sarà “sacrificato” sull’altare dei moderni bilanci della
Forza Armata. Se dal punto di vista regolamentare dovrebbe
essere il Gruppo più giovane (quello con la numerazione più
alta) a essere messo in posizione quadro, non è sempre detto
che questo matematicamente accada, per cui il 156° nutre
ancora qualche speranza, a scapito del 102° Gruppo. Il
trasferimento formale del Gruppo è avvenuto il 1° luglio,
anche se lo spostamento del primo velivolo ha avuto inizio
già a fine aprile, mentre alcune macchine, impegnate in
ispezioni presso il GEA di Gioia, raggiungeranno Ghedi nei
mesi successivi.

Proprio il GEA di Gioia, per la precisione il 936° GEA, è il
reparto più giovane dello Stormo, essendo stato
ufficialmente costituito il 1° novembre 2007, grazie alla
fusione del Centro Manutenzione di Stormo con il personale
tecnico dei due Gruppi volo. Oggi il GEA ha un organico di
circa 500 persone e si occupa delle attività manutentive di
ben quattro linee: EF.2000, Tornado IDS, P.180 e MB.339. In
realtà le linee Tornado e MB.339 sono in fase di
dismissione, visto che i due tipi di velivoli non fanno più
parte dello Stormo.
Per la linea Tornado il GEA ha assicurato tutte le attività
di secondo livello (sino alle 1.000 ore), con fermi macchina
massimi dell’ordine di tre-quattro mesi, a seconda dei
periodi. Parte del personale è già qualificato sul Typhoon,
e altro sarà convertito in futuro, visto che il caccia
europeo è destinato ad essere il principale velivolo dello
Stormo. Una prima aliquota di una cinquantina di persone ha
condotto già l’addestramento a Cameri, presso il 1° RMV, e
poi la fase di On Job Training a Grosseto, giungendo a Gioia
per il 1° ottobre 2007. Oggi l’OJT viene effettuato a Gioia
del Colle, semplificando tutta l’attività. Per il futuro, è
previsto che il 936° GEA conduca non solo le normali
attività già previste per il 904° GEA di Grosseto, ma anche
ispezioni IP400 per i velivoli F-2000, e probabilmente
attività di secondo livello per tutte le componenti
avioniche del Typhoon. La prima IP400 verrà condotta a
Cameri (da personale GEA) nell’estate 2008. Dal punto di
vista infrastrutturale il GEA utilizza tutte le strutture
manutentive già presenti a Gioia del Colle, e anche gli
shelter corazzati sono ormai divenuti, dopo i lavori di
ristrutturazione, aree non solo di ricovero ma anche di
manutenzione, grazie alla presenza di sistemi informatici in
rete. Alcuni shelter in area XII Gruppo sono già stati
ristrutturati, e in futuro lo saranno tutti i restanti della
base. Dal punto di vista infrastrutturale, lavori di
ammodernamento sono previsti per i vari hangar utilizzati
dal GEA, mentre entro il 2008 sarà consegnato l’edificio
ASTA, di nuova costruzione, che è destinato ad accogliere il
simulatore di volo del Typhoon.
Il futuro del 36° Stormo si presenta brillante, anche se non
del tutto definito. A fianco del XII Gruppo dovrebbe
giungere, a partire dal 2010, un secondo Gruppo caccia, che
i più indicano sarà il X Gruppo, oggi a Trapani. Secondo
alcune voci, Gioia potrebbe anche ospitare un terzo Gruppo
volo su Typhoon, se il 37° Stormo verrà davvero chiuso. Su
questo punto non è ancora possibile mettere una parola
definitiva, ma è certo che il 36° Stormo, anche “solo” con
due Gruppi Eurofighter, una Batteria Spada, un GEA e una
Squadriglia Collegamenti su P.180 sarà senz’altro – come in
passato – uno dei reparti più importanti e significativi
dell’intera Forza Armata.







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